Cotechino, Zampone e altre curiosità

Nell’articolo Cotechino, Zampone e altre curiosità vogliamo farti trovare tutte le informazioni più interessanti e utili a conoscere queste prelibatezze della tradizione. Se però hai altre domande, non esitare a scriverci. Buona lettura.

Differenza tra Cotechino e Zampone, quali sono?

E se ti rispondessi, quasi nessuna… Certo le sembianze cambiano e non solo. Però, al contempo, stiamo parlando di due preparazioni molto simili.

Infatti, l’impasto, quindi il cuore del prodotto, è pressoché identico. Quindi, a variare, è l’involucro che tiene al suo interno le carni. Nello Zampone, è appunto la zampa del suino. Mentre nel cotechino, l’impasto è contenuto in un budello naturale.

Cotechino da cosa deriva il suo nome?

Se dico Cotechino, tu a cosa pensi? Probabilmente ti viene già in mente il Natale, i pranzi e le cene in famiglia, il caminetto e magari un bel brindisi fatti con gli amici. In tutto il Nord Italia questa preparazione è molto diffusa, infatti in più regioni è rintracciabile questa preparazione. Il suo nome deriva dalla cotica del suino, ossia la cotenna del maiale, qui a Verona chiamata “codega”. Di base, il cotechino è un insaccato che per essere consumato, va prima ben cotto in abbondante acqua salata. Generalmente la cottura è di almeno due ore. La nonna poi consiglia di rimuovere, con una schiumarola, il residuo che si forma in superficie, man mano che il cotechino cuoce.

Cosa c’è dentro al cotechino?

Gli ingredienti e le spezie variano da regione a regione e da produttore a produttore ma in buona sostanza, per prendere il nome di cotechino, come detto nell’introduzione, deve necessariamente contenere la cotica del suino. Ma cos’è la cotenna del maiale? In pratica si tratta della pelle del suino e generalmente viene utilizzata quella del muso del maiale. La pelle del suino è principalmente composta da tessuto connettivo, il quale in cottura crea quella piacevole sensazione al palato, tipica del cotechino. Quando la cotenna è un po’ troppa, potrebbe conferire invece quell’effetto legante che allappa la bocca. Qui in veneto diciamo “el liga”, ossia lega la bocca.

Per quanto riguarda il cotechino Poltronieri Salumi, al suo interno utilizziamo solo carne e cotenna di suino 100% italiano, conformi al disciplinare del Consorzio di Parma e del San Daniele. Nello specifico al suo interno troviamo, cotenna, magro di suino, grasso nobile di suino, sale, spezie e aromi.

Quante calorie ha il cotechino?

Diciamo che il cotechino non è un piatto che si consuma durante tutto l’anno. Anzi, contraddistingue i periodi freddi e ancor di più, mette il suo accento gustoso, su festività e ritrovi nel periodo che va da Natale a Capodanno.

Detto questo, se stai facendo la conta delle calorie nel periodo più difficile dell’anno per questo compito, allora ti sorprenderemo rivelandoti, che il cotechino, dopotutto è meno calorico di quanto tu possa pensare.

A livello oggettivo, siamo attorno alle 400 Kcal per 100 grammi di prodotto. Ci sono ben 23 grammi di proteine, solo 1 grammo di carboidrati e 34 grammi di grassi. Quindi a ben vedere, non è più calorico di un piatto di gnocchi al ragù o di una carbonara.

Ora non vogliamo certo sponsorizzare il consumo smodato di qualsivoglia pietanza, infatti, la questione è che al di là delle calorie che apporta un alimento, la moderazione è sempre la via migliore. Che detto in termini popolari, come faceva nonna, “mangia di tutto un po’ e un po’ di tutto”.

Quali vini abbinare al cotechino?

Il Cotechino non è certo un’ospite che sta seduto in disparte. In altre parole, un boccone di questo prodotto si fa riconoscere. Anche con una benda sugli occhi, questo secondo può rivelare facilmente la sua identità. Ora non vogliamo suggerire degustazioni alla cieca ma allo stesso tempo, se togliessero la luce durante il pasto , sapreste comunque che cosa state consumando.

Detto questo, per creare un ottimo bilanciamento serviranno dei rossi importanti, in grado di sgrassare il palato. Ecco di seguito la nostra selezione, da veri buon gustai.

Per chi volesse partire un po’ più soft, il Lambrusco è sicuramente un’ottima scelta. Mentre, per Noi che siamo di parte, il Valpolicella Ripasso è un vero e proprio “must” a tavola qui a Verona. Infine altri vini che sanno il fatto loro e che si sentiamo di consigliare sono il Barbera d’Alba, il Chianti o anche un intenso Brunello di Montalcino.

Quali birre abbinare al cotechino?

Per chi volesse spingersi in qualcosa di spericolato e vichingo, allora una gran DoppelBock, potrà farti viaggiare lontano con il suo ventaglio di sapori.

Speriamo l’articolo vi sia piaciuto. E… Buon Appetito!

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Un Saluto da Poltronieri Salumi!

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